Una vittoria "speciale"

Scritto da Massimo.

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Una vittoria davvero “speciale” quella ottenuta dai Rams contro i campioni in carica dei Seahawks domenica sera all’Ed Jones Dome. Speciale perché una larghissima parte in questa vittoria l’hanno avuta gli Special Team di St.Louis, autori di alcuni giochi fondamentali.
Dopo che la difesa degli arieti ha costretto i Seahawks ad accontentarsi di un field goal sul primo drive offensivo, si inizia con uno strepitoso ritorno di kickoff da 75 yards di Benny Cunningham, che raccoglie lo squib kick di Seattle e li prende in contropiede, mancando il touchdown per un soffio a causa del placcaggio disperato di Jermaine Kearse, ultimo ostacolo tra lui e la end zone. Da questo ritorno arriva il touchdown di Tre Mason, primo in carriera, per un vantaggio che i Rams manterranno fino al termine dell’incontro.
Ma questo ritorno di kickoff non è che l’inizio dei fuochi artificiali. I Rams sembrano poter controllare la partita con una difesa molto attenta sia sulle corse di Lynch che sui passaggi di Wilson, e raddoppiano il punteggio grazie ad un touchdown pass di Davis per Cunningham.
Sul drive successivo, il coach degli special team Fassell decide di mettere in pratica una cosa provata in allenamento giovedì e venerdì scorsi. Visionando i filmati, infatti, ha notato che la i Seahawks tendono a calciare sempre verso sinistra. Lo schema installato da Fassell per sfruttare questa peculiarità si chiama “Mountaineer”, perché la sua esecuzione si basa sui due gemelli da West Virginia Tavon Austin e Stedman Bailey. Austin, e tutto lo special team dei Rams, si sposta tutto alla propria sinistra, come se il pallone fosse stato calciato in quella direzione. Il punt, come previsto, va dalla parte opposta, dove Stedman Bailey lo raccoglie in tutta solitudine sulla linea delle dieci yard e lo riporta in touchdown quasi indisturbato. Una esecuzione perfetta, tanto che anche la regia televisiva rischia di perdersi il ritorno dopo aver stretto l’inquadratura su Austin.

5 cose che ho imparato guardando il Monday Night

Scritto da Gianca16.

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1. Se l’Ananke ti destina il più champagneggiante attacco degli ultimi trent’anni, perché a guidare il suo ultimo figlio degenere (e illegittimo…) chiami proprio l’allenatore che hai battuto nel tuo unico SuperBowl vinto? Già, perché l’altra sera, il “The best show on Turf” fissava i baffi (e ora il pizzetto…) di Jeff Fisher come i principi al gran ballo delle debuttanti buttano l’occhio sul ragazzino delle pulizie. Ma è ovvio, è normale… giusto così! Di conseguenza il ragazzino delle pulizie li odierà a morte… e se mai sarà invitato nel loro castello (anche 15 anni dopo…) sempre si porterà via le posate d’argento! Sono professionisti, è vero, poco gli frega del gonfalone… ma una partita di football è la cosa più vicina alla guerra, non farti mai guidare dal generale dei nemici che hai precedentemente abbattuto!?!

2. Se in un film (dell’orrore…) capitasse che una setta occulta (la Nuova Fallace Lingua, ad esempio…) decide di far vincere il suo campionato a una squadra che si chiama Patrioti perché si è appena verificato un terribile attentato terroristico e la nazione deve riprendersi… Ecco, se questo accadesse, non credere – poi, negli anni successivi – che la squadra che è stata battuta abbia maturato una specie di credito con quella lega. E no, quella lega è composta da persone feroci e cattive… che mica gliel’hanno detto agli sconfitti (immeritatamente…) che sono stati loro a farli perdere, quindi invece di aiutarli, o anche favorirli appena un po'... negli anni seguenti, quella ipotetica setta, continuerà a fare in modo che i suoi arbitr… no, scusate, cosa scrivo? adepti, sto parlando di adepti, li massacrino in eterno; con chiamate di falli straordinariamente inesistenti!!!
Liberamente tratto dai minuti finali del primo tempo… pure Chucky che commentava il MNF è scoppiato a ridere!!!

Sempre peggio: i Niners vincono il MNF

Scritto da Massimo.

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Per il Monday Night numero settecento, all’Ed Jones Dome si affrontavano Rams e 49ers, una delle rivalità storiche della NFL, ed era anche l’occasione scelta da St.Louis per onorare il quindicesimo aniversario di quella straordinaria squadra chiamata “Greatest Show On Turf”, che nel triennio 1999-2001 fece sognare i tifosi degli arieti, regalandogli un Super Bowl, tre MVP NFL ed uno degli attacchi più esplosivi e spettacolari che la storia dello sferoide prolato ricordi.
I Rams di oggi, invece, sono una suqdra alla perenne ricerca di loro stessi, e questa ricerca ancora non ha dato frutti, nonostante i continui cambi di coaching staff e l’enorme accumulo di prime scelte, dovute soprattutto alla cronica scarsezza della squadra, che contribuisce a far sì che i Rams scelgano sempre nella parte alta (se non altissima) del tabellone del draft.
Anche San Francisco, in questo inizio di stagione, sembra avere qualche problema, ma non c’è nulla di meglio che una partita contro i Rams per ritrovare un po’ di gioco e morale per il seguito del campionato.
In fase di pronostico i californiani si facevano forti della loro striscia di sei MNF vinti consecutivamente, tutto l’opposto dei Rams, che non potevano far altro che mettere sul piatto cinque sconfitte nelle ultime cinque partite giocate il lunedì sera.
Come spesso sta accadendo in questa stagione, però, erano proprio i Rams a partire a razzo, ritrovandosi in vantaggio per 14-0 in men che non si dica, grazie ad una corsa di Cunningham ed un passaggio di Davis su Kendricks. I Niners, dal canto loro, “facevano i Rams” nel senso che accumulavano qualche penalità di troppo, droppavano una serie impressionante di palloni ed alla fine commettevano anche un fumble, prontamente recuperato da Laurinaitis.
La difesa dei Rams, pur non riuscendo a mettere le mani su Kaepernick, sembrava poter agevolmente controllare sia il gioco di passaggio che quello di corsa avversario, sfruttando ogni minima possibilità concessa dagli avversari.

Via Armstrong, arriva Herring

Scritto da Massimo.

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I Rams hanno terminato il contratto di Ray Ray Armstrong, e per sostituirlo hanno chiamato Will Herring, un passato nei Seahawks e nei Saints, con una fugacissima apparizione nei Cowboys.
Il taglio di Armstrong non sorprende affatto, visto che il giocatore, principalmente utilizzato negli special teams, ha fortemente deluso le aspettative che lo vedevano insidiare il posto da titolare di Jo-Lon Dunbar ad inizio stagione. Molti commentatori concordano che il taglio di Armstrong sia da collegare all’enorme numero di penalità stupide commesse dai Rams in queste prime giornate di campionato, untrend che non è assolutamente cambiato dalle scorse stagioni. Probabilmente c’è del vero in questa affermazione, ma le radici di questo allontanamento sono da ricercare soprattutto nelle prestazioni davvero al di sotto delle aspettative. Ray Ray, infatti, quest’anno ha commesso una sola penalità, quella di domenica scorsa durante un punt return degli Eagles quando ha spintonato inutilmente Darren Sproles ad azione ampiamente terminata. Per quanto stupida possa essere questa penalità, è difficile credere che sia il solo motivo del suo taglio, altrimenti non si spiegherebbe come lo scorso anno Fisher abbia sopportato ben nove penalità di Armstrong e, quest’anno, sopporti le continue penalità di (per fare solo un esempio) Lance Kendricks.

I Rams si scavano la fossa: vittoria per gli Eagles

Scritto da Massimo.

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La sfida tra Rams e Eagles al Lincoln Financial Field prometteva di essere una delle più interessanti della giornata, non tanto per le promesse di “spettacolo” oggettivamente quasi inesistenti, quanto perle molte questioni a cui entrambe le squadre dovevano dare una risposta.
I Rams, che arrivavano dalla settimana di riposo, presentavano un nuovo starting quarterback in Austin Davis, che si era guadagnato la conferma del posto da titolare, momentaneamente occupato a causa dell’infortunio di Shaun Hill, grazie a due ottime prove contro Tampa Bay e Dallas che avevano fatto cambiare idea all’head coach Jeff Fisher, convincendolo a consegnargli le chiavi dell’attacco in maniera definitiva. Oltre a questo, si attendeva con curiosità come la difesa, tanto elogiata prima dell’inizio di stagione, avrebbe affrontato il veloce attacco “no huddle” degli Eagles, che rappresenta settimanalmente un duro banco di prova per l’avversario di turno.
Dal canto loro gli Eagles arrivavano da una sconfitta a San Francisco nella quale proprio l’attacco era stato tenuto a bada dai Niners, e le Aquile erano state tenute in partita solamente da difesa e special teams, che si erano preoccupati di mettere a referto un po’ di punti. Bisognava quindi verificare se si fosse trattato di un incidente di percorso, oppure Foles e McCoy potevano tornare a macinare yards senza grossi problemi.
Le risposte arrivavano quasi subito, dopo appena ventitré secondi di tempo effettivo i padroni di casa andavano a segno nella stessa identica maniera in cui avevano vilato la end zone dei Niners sette giorni fa. I Rams erano costretti al punt dopo tre lanci incompleti, ed al momento del calcio Casey entrava indisturbato nel bel mezzo della linea offensiva dei Rams per andare a bloccare il calcio di Hekker. Maragos raccoglieva l’ovale sulle dieci yard e lo riportava in end zone per il 7-0 con cui si apriva la partita.

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