Che difesa!!! (Quella dei Cardinals)

Scritto da Massimo.

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In uno dei più famosi (e finti) discorsi prepartita, quello di Al Pacino nei panni di coach Tony D’Amato nel film “Ogni Maledetta Domenica”, si fa riferimento ai centimetri come parte fondamentale, in una partita di football, della differenza tra una vittoria ed una sconfitta. Nel Thursday Night fra Arizona Cardinals e St.Louis Rams, le parole di coach D’Amato sono tornate alla mente vedendo come i padroni di casa non siano riusciti a tenere testa ai Cardinals spesso e volentieri per une mera questione di centimetri, oltre ovviamente alla bravura della difesa avversaria che, in molti casi, quei centimetri glieli proprio negati con una prestazione sopra le righe (o forse nemmeno tanto, vista la qualità che la difesa di Arizona ha espresso per tutta la stagione).
Per pochi centimetri Fisher ha dovuto accontentarsi di due field goal, per pochi centimetri Stedman Bailey non ha ricevuto un pallone che avrebbe potuto essere fondamentale per la rimonta finale, per pochi centimetri Janoris Jenkins non ha ricoperto un fumble che si è ritrovato tra i piedi e si è visto negare un intercetto che, a velocità normale, era sembrato buonissimo (ed invece non lo era).
La vittoria di Arizona per 12-6 grazie ai quattro field goal di Chandler Catanzaro, a cui ha risposto Zuerlein con altri due field goal, è stata però molto più netta di quanto il punteggio possa far pensare.
I Rams hanno fin da subito sbattuto contro un vero e proprio muro, non riuscendo a far partire il gioco di corsa essenziale per far funzionare anche quello di passaggio nel sistema di Shottenheimer. Tre Mason e Benny Cunningham non hanno avuto molto spazio per far lavorare le gambe in velocità, grazie ad una linea offensiva che aveva dei seri problemi a contenere il front four avversario. Ma i grossi problemi, la linea offensiva dei Rams li ha avuti tutta la sera, sulle corse e sui passaggi. Spesso e volentieri abbiamo visto un difensore dei Cardinals penetrare indisturbato nel backfield offensivo dei padroni cdi casa senza che nessuno opponesse la benchè minima resistenza. Addirittura in un’azione i Cardinals hanno mandato due linemen in rush ed un defensive back in blitz, e sebbene fossero in sei contro tre, i Rams si sono fatti infinocchiare per bene, lasciando il blitz libero di scaraventarsi sul povero Shaun Hill dal lato cieco.

Tocca ai Redskins restare a zero

Scritto da Massimo.

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L’ultima volta che i Rams lasciarono a zero due avversari consecutivi era il 1945. La Seconda Guerra Mondiale era appena finita, i Cardinals (assieme ai Bears lasciati a secco dai Rams) stavano ancora a Chicago ed i Rams giocavano ancora al municipal stadium di Cleveland. Quell’anno i Rams vinsero il campionato, per poi trasferirsi a Los Angeles l’anno successivo. Anche i Colts 1964 ed i Dolphins 1972, le ultime due squadre a lasciare a zero i propri avversari per due partite consecutive, raggiunsero la finale. Si può quindi dedurre che i St.Louis Rams si qualificheranno per il Super Bowl di Phoenix ed il prossimo anno giocheranno nuovamente nella città degli angeli, se la cabala ha un qualche fondo di verità.
Poiché, però, la cabala vale per quel che è, e cioè una simpatica maniera di preconizzare un avvenimento senza alcuna base tecnica né tantomeno scientifica, archiviamo le note precedenti nella sezione “buffonate” e passiamo oltre.
In realtà di buffonata ce ne sarebbe ancora una, da raccontare. Il buon Jeff Fisher ama prendersi gioco degli avversari non solo con i trick plays, attività nella quale ha un discreto successo, ma anche con atteggiamenti piuttosto discutibili. Ricordiamo con “affetto” quando, per vendicarsi della sconfitta nel Super Bowl XXXIV, con i suoi Titans giocava la partita con i Rams come se fosse una rivincita della finale persa, non disdegnando di premere sull’acceleratore anche a punteggio largamente acquisito ed accertandosi che l’avversario venisse adeguatamente punito sul campo.

"Hands up, Don't shoot!"

Scritto da Massimo.

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La vicenda tra il Dipartimento di Polizia della Contea di St.Louis, i Rams e la NFL sta assumendo dei contorni a dir poco grotteschi.
Riassumiamo brevemente: all'ingresso in campo per la partita di domenica scorsa contro gli Oakland Raiders, cinque giocatori dei Rams (Tavon Austin, Stedman Bailey, Chris Givens, Kenny Britt e Jared Cook) sono entrati in campo prima del resto della squadra, ed invece della solita presentazione con fuochi d'artificio, fumo, luci e gadget assortiti, hanno trotterellato verso il centro del campo con le mani alzate, nel gesto reso famoso dalla comunità di Ferguson e ribattezzato "Hands up, don't shoot", per ricordare la tragedia dello scorso agosto nella quale un giovane ragazzo venne ucciso a colpi di pistola da un agente di polizia in circostanze non ancora del tutto chiarite.
Proprio nei giorni scorsi il Gran Giurì aveva deciso di non incriminare Darren Wilson, il poliziotto che sparò a Mike Brown, e questa decisione aveva segnato una nuova ripresa delle violenze, degli scontri e dei saccheggi nel sobbogro di Saint Louis.
Il dipartimento di Polizia della Contea di St.Louis aveva visto nel gesto dei cinque giocatori una solidarietà con i rivoltosi, una sorta di approvazione delle violenze avvenute nei giorni scorsi e, soprattutto, un'accusa ad un ufficiale di polizia che il Gran Giurì aveva deciso di non incriminare.
Credo che nessuna persona sana di mente abbia pensato una cosa del genere vedendo il gesto dei cinque giocatori, e l'abbia piuttosto considerato un gesto di solidarietà con una comunità colpita dagli avvenimenti di questi ultimi mesi.

Esagerati!!! 52-0 ai Raiders.

Scritto da Massimo.

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E’ difficile parlare di una partita finita 52-0. E’ difficile perché viene abbastanza automatico solidarizzare con gli Oakland Raiders, che tornano da St.Louis con una pesante sconfitta sul groppone proprio ora che la vittoria su Kansas City della scorsa settimana sembrava avere aperto uno spiraglio di luce sul futuro immediato di questa franchigia.
La partita si può brevemente riassumere in due considerazioni tanto banali quanto scontate: i Rams non hanno sbagliato nulla, i Raiders hanno sbagliato tutto e ancor di più.
Come un rullo compressore, i padroni di casa hanno segnato 38 punti nei primi sei possessi di palla prima di mandare in campo Johnny Hekker al termine del drive di apertura del secondo tempo per calciare il primo punt della partita.
Partiti con una serie di screen laterali nei quali Austin, Bailey e Mason venivano chiamati a guadagnare ampi margini dopo la ricezione ed a segnare il primo touchdown della partita con Tre Mason, i Rams mettevano per aria la palla ben nove volte di fila prima di mandare a segno lo stesso Shaun Hill con una bootleg per il 14-0.
Il terzo touchdown del primo quarto era opera di Tavon Austin, con una delle sue end around (o meglio “slot” around, vista la posizione di partenza).
L’attacco dei Raiders, nel frattempo, collezionava una discreta serie di three and out, ed alla fine del primo periodo di gioco poteva vantare un total offense di 34 yard ed un solo primo down conquistato.

Il ritorno di Chris Long (e di Sam Bradford?)

Scritto da Massimo.

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Chris Long è finalmente pronto al rientro, ed è stato reintegrato nel roster attivo dalla lista infortunati negli scorsi giorni. Long, che si era infortunato alla caviglia nel terzo quarto della partita di esordio contro i Minnesota Vikings, probabilmente scenderà in campo già questa settimana contro i Raiders, anche se, ovviamente, non come starter.
Dopo la riuscita operazione alla caviglia subita subito dopo l’infortunio, Long ha rispettato i tempi di recupero previsti ed è tornato abile ed arruolato in tempo per l’ultimo terzo del campionato. Long rientra in una difesa che, nelle ultime settimane, è tornata ai livelli che tutti si attendevano ad inizio stagione, e sebbene il suo sostituto Hayes non lo abbia certamente fatto rimpiangere, il front four dei Rams dovrebbe trarre ulteriori benefici dal suo ritorno.
Contemporaneamente alle notizie sul ritorno di Long, ha fatto parecchio discutere una frase dell’head coach Jeff Fisher pronunciata durante il suo consueto show radiofonico settimanale. Fisher ha dichiarato che i Rams aspetteranno Sam Bradford per la prossima stagione, sottintendendo che il coaching staff ed il front office non hanno gettato la spugna e considerano ancora Bradford l’uomo su cui puntare per il ruolo di quarterback per la prossima stagione e, ci si augura, per quelle successive.

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