Arriva Case Keenum da Houston

Scritto da Massimo.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
Nella conferenza stampa della presentazione del roster definitivo, l'head coach Jeff Fisher aveva detto che la situazione sarebbe rimasta fluida per qualche giorno ancora, e che lo staff avrebbe spulciato i nomi dei giocatori rilasciati dalle altre squadre per vedere se si poteva trovare qualche rinforzo per il roster, soprattutto in quei ruoli pesantemente colpiti dagli infortuni. Fedele alle sue dichiarazioni, Fisher ha annunciato di aver richiamato dai waiver il quarterback Case Keenum, rlasciato dagli Houston Texans.
Keenum pareva essere, ad un certo punto della scorsa stagione, il prossimo quarterback su cui puntare per gli Houston Texans, ma le cose sono precipitate ben presto, fino al punto di non superare l'ultimo taglio al camp di quest'anno. Il prodotto dell'università di Houston, dove ha lanciato per oltre 5000 yard nelle sue tre stagioni da titolare, approda quindi alla corte di Fisher dove potrebbe diventare il prospetto dsu cui lavorare per il futuro, anche se al momento ancora non è chiaro se partirà direttamente come terzo quarterback inattivo a roster, nel qual caso bisognerà tagliare un giocatore, presumibilmente uno tra Bayer, Cunningham, Reynolds e Mason, oppure se finirà nella practice squad, che ovrà a sua volta essere decurtata di uno dei dieci giocatori appena messi sotto contratto.

Gli ultimi tagli

Scritto da Massimo.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
Togliamoci subito il dente: Michael Sam non ce l'ha fatta a rientrare nel roster finale da 53 giocatori. L'annuncio del suo taglio è arrivato assieme all'ufficialità degli altri 20 giocatori rilasciati ed è stato immediatamente ripreso da tutti i media nazionali ed internazionali come fosse la notizia del giorno. Sam non è riuscito a vincere la concorrenza dell'undrafted free agent Ethan Westbrooks, che ha disputato una preseason superba e che, a differenza della sesta scelta al draft 2014, si è ben disimpegnato sia come defensive end che come defensive tackle.
Durante la conferenza stampa, l'head coach Jeff Fisher ha ripetuto più e più volte che si è trattata di una decisione tecnica ("football decision") e che non hanno influito altri fattori, ma le domande dei giornalisti insistevano più sulle questioni a corollario che non sulla sostanza dei fatti sportivi.
Sam ha grosse possibilità di finire in practice squad, ma scarse probabilità, perchè la sua preseason è stata comunque ottima, e molte squadre hanno bisogno di un giocatore in più in linea di difesa, e non resteremmo stupiti se venisse richiamato da qualcuno nelle 24 ore che devono passare tra il rilascio di un giocatore e la possibilità di essere rimesso sotto contratto nella practice squad della squadra che l'ha rilasciato.

La preseason termina con una sconfitta a Miami

Scritto da Massimo.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
Finalmente termina questa disgraziata preseason, ed il fato che termini con una sconfitta è quasi preso come una bellissima notizia, visto che l'unica vittoria è costata l'infortunio di cinque titolari di cui uno fuori per la stagione e l'altro per sei settimane. Logico quindi che l'aver perso 14-13 contro i Dolphins a Miami passi in secondo piano rispetto all'aver preservato la salute dei giocatori, anche se questa sconfitta è arrivata dopo aver condotto fino al quarto periodo per 13-0.
Difficile, d'altra parte, che qualche titolare si infortunasse, dal momento che i ventidue presunti partenti per domenica prossima sono stati tenuti fuori dalla partita. Quanto questa scelta sia da imputare all'ecatombe di sabato scorso a Cleveland e quanto invece fosse una strategia già pianificata non è dato sapere, ma sinceramente lo shock per la perdita del quarterback titolare a due settimane dal via della stagione è stato forte sia per la Rams Nation, sia per il front office ed il coaching staff, per cui la decisione di tenere i titolari fuori è ampiamente condivisibile e comprensibile.
Spazio alle seconde linee, quindi, per cercare di evitare di finire sull'elenco dei prossimi ventidue giocatori da "fare fuori" in vista dei tagli finali che dovranno essere effettuati entro domani.

Definito il roster a 75

Scritto da Massimo.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
La falce del triste mietitore si è abbattuta sui primi quindici giocatori per portare il roster dei Rams a 75 unità come previsto dal regolamento NFL. I designati che hanno dovuto riportare il playbook nell'ufficio del coach sono i ricevitori T.J.Moe e Jordan Harris, il cornerback Jarrid Bryant, gli offensive tackle R.J.Dill e D.J. Morrell, il punter Bobby Cowan, il long snapper Jorgen Hus, il fullback Kadeem Jones, il linebacker Johnny Millard, la safety Matt Daniels ed il defensive end Sammy Brown. Oltre a questi giocatori, è stato rilasciato con un accordo per infortunio il linebacker Pat Schiller e sono stati inseriti in injured resevre il centro Demetrius Rhaney ed il quarterback Sam Bradford, che vanno a fare compagnia ad Isaiah Pead.
Non si registrano grosse sorprese tra i primi tagli, ed anche i nomi eccellenti (o presunti tali) sonoin questa lista per delle ragioni tutt'altro che sorprendenti. T.J.Moe è la prima vittima della serratissima lotta tra i ricevitori, mentre la safety Matt Daniels paga il fatto di non essersi mai più ripreso fisicamente dall'infortunio ai legamenti del ginocchio patito a Londra due anni fa contro i Patriots.

Cosa ci aspetta per la stagione 2014

Scritto da Massimo.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
La notizia dell’infortunio di Bradford è oramai ufficiale, e naturalmente si sono scatenate le reazioni più disparate, a cominciare da coloro i quali preannunciano una stagione finita prima ancora di cominciare (costoro sono generalmente quelli che continuavano a considerare l’ex Heisman Trophy un bidone, per cui non si capisce bene il senso logico del ragionamento, ma tant’è…). Nella nottata si sono rincorse una miriade di voci su possibili trade o ingaggi dell’ultimo minuto, scomodando i nomi di Tebow e Sanchez, ma il front office ha chiaramente smentito tutte queste voci. I Rams non cercheranno un sostituto di Bradford via trade, almeno nell’immediato. “Non ha senso agire d’impulso ora e cercare di tappare la falla ad ogni costo.” Ha dichiarato l’head coach Jeff Fisher durante la conferenza stampa di stanotte “Ci prenderemo il nostro tempo per valutare la cosa. Ci saranno dei quarterback che verranno rilasciati e possono o meno esserci dei quarterback per cui valga la pena di fare una trade, non sappiamo ancora. E’ troppo presto”.
La squadra verrà affidata a Shaun Hill, il veterano messo sotto contratto quest’anno al posto di Kellen Clemens, che lo scorso anno gestì in maniera tutto sommato positiva il dopo infortunio di Bradford. Hill, un prodotto di Maryland con un trascorso in NFL Europe negli Amsterdam Admirals (proprio come un certo Kurt Warner…) dove stabilì il record della franchigia per passaggi completati con 220 nel 2003, risultando il miglior quarterback della lega per yards lanciate, si è fatto una  solida reputazione da backup quarterback in dieci anni di militanza tra San Francisco e Detroit, e per quanto ha fatto vedere in questa preseason sembra ben più affidabile di quanto non sembrasse Kellen Clemens lo scorso anno. Certo, si tratta di un backup, per cui bisognerà valutare la sua tenuta per l’intera stagione, ma da qui a dare la stagione dei Rams per finita, ce ne passa.
Senza scomodare la favola di Kurt Warner e della squadra del 1999 (per quanto alcune analogie ci siano, ma tutte legate agli episodi: infortunio del QB titolare alla terza di preseason, backup semisconosciuto con un passato in NFL Europe negli Admirals e… basta), i Rams possono ancora fare una stagione dignitosa. La difesa era e continua ad essere il punto di forza, anche e soprattutto ora che sappiamo che gli altri infortuni (Langford, Brockers e soprattutto Johnson) non sono così gravi come sembrava all’inizio. L’attacco dovrà ritrovarsi intorno a Shaun Hill, ma le possibilità di far bene sono intatte. Conterà molto il carattere di Hill nei momenti che contano e soprattutto gli aggiustamenti che Schottenheimer apporterà al playbook. La paura principale è che, dovendo utilizzare un backup, Schotty diventi ancora più conservativo nel playcalling, e questo potrebbe essere un problema maggiore della perdita di Bradford.

 

Statistiche

Utenti
3
Articoli
202
Web Links
7
Visite agli articoli
42642

Chi è online

Abbiamo 4 visitatori e nessun utente online