FInalmente qualche buona notizia

Scritto da Massimo.

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Tra legamenti che saltano, giocatori che stanno fuori tutta la stagione, terzi quarterback in campo già alla prima di campionato, finalmente è il turno di qualche buona notizia a Rams Park. La prima è che gli infortuni patiti da Tavon Austin e Corey Harkey sono meno gravi del previsto. Harkey era addirittura tornato a giocare già a Tampa, mentre Austin era stato rispedito nello spogliatoio sebbene dopo l’interruzione avesse fatto tutto il riscaldamento con la squadra e sembrasse pronto a rientrare. Nessuna rottura dei legamenti per le loro ginocchia e, soprattutto nel caso di Austin, il cui ginocchio aveva subito una torsione davvero preoccupante, un grosso sospiro di sollievo per tutti quanti. Un paio di settimane di riposo dovrebbero rimettere in sesto i due giocatori, che non si sono allenati mercoledì. Giocherà a favore del recupero di entrambi la bye week che arriverà, per i Rams, già alla quarta giornata.
E qui si inserisce la seconda buona notizia, cioè il rientro anticipato di Stedman Bailey dalla sospensione che lo avrebbe dovuto tenere fuori per le prime quattro giornate. Il nuovo protocollo relativo alle sanzioni per l’abuso di sostanze proibite ha fatto sì che le pene comminate fossero riviste con il nuovo “tariffario”, ottenendo lo sconto del 50%.

Austin Davis: un esordio vittorioso

Scritto da Massimo.

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Buccaneers e Rams dovevano riscattare la sconfitta rimediata alla prima giornata, ma entrambe le squadre si presentavano con diversi problemi di organico a complicare le cose. Tampa doveva fare a meno dei due defensive end titolari, infortunati la settimana passata, e del runningback Doug Martin, anch’esso alle prese con un infortunio al ginocchio. A complicare ancora di più le cose ci pensava Gerald McCoy, che si fratturava una mano nelle prime battute della partita, lasciando ulteriormente scoperta la posizione di defensive end per Tampa.
I Rams non erano da meno, mostrando in cabina di regia il terzo quarterback Austin Davis in sostituzione di Shaun Hill, non perfettamente recuperato dall’infortunio che lo aveva costretto a lasciare a metà partita la scorsa settimana. St.Louis perdeva, poi, il ricevitore Tavon Austin verso la metà del secondo quarto dopo un placcaggio che gli piegava in maniera innaturale il ginocchio. Austin usciva dal campo con le proprie gambe, sembrava anche pronto a rientrare, ma lo staff medico lo obbligava a farsi la doccia e terminare la sua partita. Non ci sono ancora diagnosi ufficiali, ma la torsione subita dal ginocchio non lascia molto tranquilli, soprattutto dopo aver visto le articolazioni di Sam Bradford e Trumaine Johnson subire danni seri in situazioni apparentemente meno critiche.

Quinn firma fino al 2019

Scritto da Massimo.

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Nella settimana in cui i Rams perdono Chris Long per un paio di mesi, il front office sigla un accordo con l'altro defensive end Robert Quinn, che prolunga il proprio contratto fino al 2019. Quinn aveva ancora due anni di contratto (2014 e 2015) firmato da rookie nel 2011, ma vista la prestazione della scorsa stagione, un adeguamento salariale era nell'aria, e con esso è arrivata anche l'estensione dell'accordo per altri quattro anni.
 
Le cifre messe sul piatto dai Rams sono decisamente importanti: i quattro anni supplementari varranno a Quinn la bellezza di 66,575 milioni di dollari, di cui 41,2 garantiti, che significano quasi diciassette milioni di dollari a stagione.
 
 

Chris Long va sotto i ferri

Scritto da Massimo.

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Piove sul bagnato, a St.Louis. Non bastavano gli infortuni di Bradford e Johnson, che avevano colpito i titolari in preseason, e così domenica scorsa, alla prima di campionato, è toccato a Chris Long. Il Defensive End ha subito un infortunio alla caviglia nel terzo quarto della partita contro i Minnesota Vikings, e subito la situazione era parsa preoccupante. Long non ha mai saltato una partita da quando gioca in NFL, giocando in 95 match consecutivi, e quando rimane a terra significa che è successo qualcosa di serio, come ha confermato anche l’head coach Jeff Fisher in conferenza stampa. Gli accertamenti medici disposti dai Rams hanno purtroppo dato un responso poco confortante: Long starà fuori dalle otto alle dieci settimane e verrà sottoposto ad un intervento chirurgico nei prossimi giorni per ridurre il danno subito alla caviglia.
Long è stato inserito nella Injured List/Designated to Return, per cui potrà tornare in campo a fine stagione, sicuramente non prima della week 10, quando i Rams andranno a rendere visita agli Arizona Cardinals.
La notizia non è certo di quelle che rallegrano la giornata di una squadra reduce da una sconfitta pesante come quella di domenica scorsa, ma nella sfortuna l’infortunio ha colpito un reparto in cui c’è una buona profondità di sostituti. Toccherà probabilmente a Williams Hayes prendere il posto di Long domenica prossima a Tampa, ma in caso di necessità potrebbe partire titolare anche il rookie Aaron Donald, che ha comunque ben impressionato nella partita di esordio. Senza dimenticare, poi, che Eugene Sims può giocare indifferentemente a sinistra e a destra, e costituisce una ulteriore possibilità per la difesa di Williams.

Peggio di così...

Scritto da Gianca16.

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Commentare l’esordio dei Rams domenica pomeriggio è davvero difficile; forse pure inutile.
Che dopo una drammatica preseason la squadra non fosse… proprio pronta, lo sapevamo bene, ma che non fosse… e basta, no, quello non lo si aspettava. Soprattutto contro Minnesota, che a oggi non sembra una delle favorite per il SuperBowl!
Mentre i giocatori in campo commettevano tutti i falli contemplabili in una partita NFL (no, non è un paradosso, ma una constatazione reale fatta anche dai commentatori FOX!!!) sulla side line venivano commessi, anche lì, tutti gli errori possibili (e anche quelli impossibili!!!).
Così mi viene da chiedere: ma perché?
Per ora ho trovato due sole risposte, ed entrambe sono assurde, lo so.
O Jeff Fisher non è più in grado di gestire la pressione (la tensione… lo stress, e tutto quello che ne consegue quando sei su una sideline) di una partita NFL, e quindi brancola a caso senza un vero disegno strategico preconfezionato, oppure magari dietro c’è un disegno occulto che vuole i Rams a caccia di sconfitte invece che vittorie… Chissà, forse per pilotare meglio il cambio di location, e stadio… O per chissà quale altro motivo…
Follie, penserete, ed è vero, ma allora perché Fisher, che è sempre stato con Bradford anche quando ne ha combinate più di Bertoldo, e che lo ha pure ancora voluto in Injured list quando è evidente che non rimetterà piede in campo… al primo intercetto (che io definirei pure casuale, perché è stato questione di micron tenere in campo quella palla!) cambia Hill? Per rinforzare la sua autostima neanche con una gamba rotta avrebbe dovuto tirarlo fuori… E per cosa? Per sostituirlo con Davis, che sembrava più impaurito di un riccio che attraversa la tangenziale???

 

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