Il ritorno di Chris Long (e di Sam Bradford?)

Scritto da Massimo.

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Chris Long è finalmente pronto al rientro, ed è stato reintegrato nel roster attivo dalla lista infortunati negli scorsi giorni. Long, che si era infortunato alla caviglia nel terzo quarto della partita di esordio contro i Minnesota Vikings, probabilmente scenderà in campo già questa settimana contro i Raiders, anche se, ovviamente, non come starter.
Dopo la riuscita operazione alla caviglia subita subito dopo l’infortunio, Long ha rispettato i tempi di recupero previsti ed è tornato abile ed arruolato in tempo per l’ultimo terzo del campionato. Long rientra in una difesa che, nelle ultime settimane, è tornata ai livelli che tutti si attendevano ad inizio stagione, e sebbene il suo sostituto Hayes non lo abbia certamente fatto rimpiangere, il front four dei Rams dovrebbe trarre ulteriori benefici dal suo ritorno.
Contemporaneamente alle notizie sul ritorno di Long, ha fatto parecchio discutere una frase dell’head coach Jeff Fisher pronunciata durante il suo consueto show radiofonico settimanale. Fisher ha dichiarato che i Rams aspetteranno Sam Bradford per la prossima stagione, sottintendendo che il coaching staff ed il front office non hanno gettato la spugna e considerano ancora Bradford l’uomo su cui puntare per il ruolo di quarterback per la prossima stagione e, ci si augura, per quelle successive.

Hill lancia via una possibile vittoria

Scritto da Massimo.

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Rams e Chargers non si incontrano spesso, nonostante le comuni origini. I Chargers erano di base a Los Angeles quando, nel 1960, diedero vita alla AFL con altre squadre, ed i Rams hanno trascorso nella città degli angeli ben 52 dei 77 anni di attività della franchigia. Quello di domenica era solo l’undicesimo confronto tra le due franchigie ma, come da tradizione, è stato intenso e non ha fatto mancare agli spettatori ed ai tifosi delle due squadre né spettacolo, né emozioni.
Dopo la vittoria a sorpresa contro i Broncos, i Rams arrivavano a San Diego senza i favori del pronostico ma con la legittima aspirazione a ripetere almeno la buona prestazione offerta contro i vicecampioni del mondo, ma i Chargers dimostravano di aver studiato e preparato la partita in maniera da minimizzare i danni derivanti da una difesa, quella dei Rams, che nelle ultime partite era stata davvero devastante.
La chiave per Philip Rivers era la pazienza. Non mettere subito e spesso la palla per aria, come le caratteristiche dell’attacco dei californiani avrebbe potuto far supporre, ma aggredire l’avversario sulle corse, usando spesso e volentieri draw e corse ritardate per sfruttare l’enorme aggressività del front seven avversario. La difficoltà più grossa, però, veniva dalle penalità. Infatti i Chargers si facevano male da soli già fin dal primo drive, costringendo Rivers a giocare un secondo e ventisei e poi un terzo e quindici che portavano al primo punt della partita.
Quello che aveva funzionato tanto bene in attacco contro Denver, oltre al gioco di corsa di Tre Mason, era stata l’assoluta sicurezza con cui Shaun Hill aveva condotto la partita, senza prendersi rischio inutili e senza provocare quei turnover che sarebbero stati letali contro una squadra dall’alto potenziale come i Broncos. Chiamato a replicare quell’approccio alla partita e quella perfetta esecuzione, Shaun Hill sembrava sin da subito troppo nervoso ed impreciso, e questa poca tranquillità si trasformava immediatamente in un intercetto lanciato nelle mani di Flowers, che perdeva a sua volta il pallone sul placcaggio di Bailey, ma riusciva comunque a recuperarlo.

Un po' di gloria anche per noi

Scritto da Massimo.

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Tempo di riconoscimenti per i Rams. Dopo la sonante vittoria contro i Denver Broncos, il kicker Greg Zuerlein è stato nominato “NFC Special Teams Player of the Week” grazie alla sua superba prestazione, culminata nei cinque field goal (due da oltre 50 yard) che hanno permesso a St.Louis di superare 22-7 i vice-campioni in carica.
Oltre a questo, sono arrivate ottime notizie anche da Canton dove, nell’annuale processo di selezione dei candidati per il prossimo inserimento nella Hall of Fame, sono stati nominati i 26 semifinalisti. Tra questi, verranno poi selezionati ulteriormente i 18 finalisti che verranno sottoposti, il prossimo febbraio, al gruppo di selezionatori che sceglieranno gli otto nominativi dei giocatori, allenatori o dirigenti che entreranno nella Hall of Fame con la Classe del 2015.
Nel gruppo dei ventisei semifinalisti sono stati nominati ben sei ex Rams: il linebacker Kevin Greene, il running back Jerome Bettis e quattro membri del Greatest Show on Turf, il quarterback Kurt Warner, il tackle Orlando Pace ed i due ricevitori Isaac Bruce e Torry Holt. Giova ricordare che un altro tassello importante di quella squadra, il running back Marshall Faulk, è già stato inserito nella Hall of Fame già nel 2011.
Interessante notare come i Rams abbiano celebrato la nomina di soli cinque giocatori, come potete vedere dalla foto a lato presa dal sito ufficiale della squadra, ignorando completamente la presenza di Jerome Bettis tra i giocatori selezionati.

Una grande difesa annichilisce Peyton Manning

Scritto da Massimo.

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La sorpresa della giornata arriva da un Ed Jones Dome pieno per metà di tifosi avversari, come oramai prassi consolidata a St.Louis, dove alle lamentele per un possibile spostamento della franchigia fa da contraltare una percentuale di presenza dei tifosi di casa che spesso stenta a raggiungere il 50% del pubblico totale. A dispetto della scarsa passione dimostrata dai fans casalinghi, i Rams hanno tirato fuori ieri sera il classico coniglio dal cilindro battendo senza mezzi termini i Denver Broncos, fin qui considerati tra i maggiori indiziati a vincere il Super Bowl di Phoenix il prossimo Febbraio.
Che i Broncos fossero favoriti, e nemmeno di poco, non era né un mistero né una sorpresa, vista la differenza tecnica oggettivamente esistente tra le due compagini, soprattutto in attacco, ma una partita praticamente perfetta da parte degli Arieti ha completamente scombinato ogni pronostico, portando i padroni di casa alla vittoria.
Assorbito senza particolari problemi il nuovo cambio in cabina di regia, dove Shaun Hill riprendeva le redini dell’attacco lasciate nell’intervallo della partita di apertura del campionato contro i Vikings, i Rams usavano la difesa per neutralizzare l’attacco atomico di Super Peyton. Obbligato subito a ricorrere alla palla in aria, visto l’improduttivo esito delle prime corse tentate ed il doppio vantaggio ottenuto dai Rams, Peyton Manning ha disputato una delle peggiori partite in maglia Broncos, non riuscendo a trovare, nel corso della partita, quella sincronia con i ricevitori indispensabile al suo tipo di gioco.

Tocca di nuovo a Shaun Hill

Scritto da Massimo.

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Alla domanda se non contemplasse un cambio nel ruolo di QB, Jeff Fisher rispondeva così durante la conferenza stampa di lunedì: "No, non ha avuto il suo miglior metà tempo. Ha mancato diverse opportunità. Ha preso un paio di pessime decisioni ed ha avuto problemi di visione in certi momenti. Nelle ultime due settimane ha lanciato quattro intercetti, ma ci atterremo ai programmi. Sta lavorando davvero duro, per cui vedremo come andrà”.
Oggi, a nemmeno quarantott'ore da quelle parole, Fisher ha annunciato che domenica prossima contro i Broncos sarà Shaun Hill a guidare l'attacco dei Rams, con Austin Davis che si accomoderà in panchina.
Era già successo lo stesso quando fu Davis a "fregare" il posto a Hill ad inizio campionato. Dopo aver ripetuto per due settimane il mantra "Hill è il nostro starter, e quando sarà a posto fisicamente rientrerà in campo", aveva improvvisamente cambiato idea ed aveva consegnato le chiavi dell'attacco ad Austin Davis, il quale aveva ben risposto, almeno all'inizio dell'avventura.
E' qualche settimana, però, che Davis è tornato ad essere quello che conoscevamo attraverso i training camp, un possibile backup, sicuramente migliorato rispetto alle due scorse stagioni, ma un giocatore ancora ben lontano dal poter esere titolare stabile in NFL.
Contro San Francisco e contro Arizona la sua involuzione è stata tanto evidente da far tornare sui suoi passi anche Fisher.

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